Cosa c'è da sfatare..
Ci sono tante figure controverse a questo mondo, ma forse lo psicologo lo è in particolar modo. "Di fatto, cosa fa poi di tanto utile?" L'obiettivo di questa sezione è semplicemente di colmare quei vuoti che separano questa professione dal resto del mondo. Raccolgo quindi qui alcuni dei commenti più interessanti che mi sono stati fatti, alcuni potrebbero sembrare negativi, altri positivi, in realtà non faccio questa distinzione: sono tutti molto utili e rappresentativi di quello che veramente pensano le persone e vanno a toccare aspetti fondamentali di questa professione.
"Non ho bisogno dello psicologo, non sono mica matto!"
Una questione antica, quella della linea che separa il folle dal sano, la normalità dall'anormalità. Dal punto di vista etimologico, "normalità" deriva dal latino norma, uno strumento atto a misurare gli angoli retti, una squadra. Il termine veniva usato anche come sinonimo di regula, altro strumento di misurazione. Si può capire come mai l'idea di normalità venga facilmente collegata a quella di rettitudine, mentre il concetto di norma richiami alla mente quello di regola (norma giuridica, norma di comportamento, etc). Ma c'è anche un altro significato del termine norma: in statistica, la norma è il valore che compare con maggior frequenza ed è anche detto moda. In questo senso, ciò che è "normale" sarebbe ciò che viene fatto dalla maggior parte delle persone. "E' normale ciò che è di moda". Capiamo subito quanto sia spinosa la questione quando ci troviamo a definire come "a-normale", ciò che non fa parte della norma. Tutti quelli che non si comportano come la maggior parte delle persone sono "anormali", "matti", "difettosi"? Ovviamente no...
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E' più matto chi sta fuori o chi sta dentro alla norma? E' più matto chi pensa che la norma sia giusta o chi pensa che ci sia un po' di giustizia anche fuori dalla norma? Siamo tutti matti? O non lo è nessuno? Forse troviamo una via d'uscita semplicemente smettendo di parlare di "matti": chi va dallo psicologo non è "matto". Dallo psicologo si va per superare una patologia, per delle situazioni specifiche, per delle sofferenze particolari, per migliorare delle circostanze ed affrontarne altre, per migliorare o affrontare se stessi: questo quadro di bisogno mi sembra che possa appartenere a qualunque persona, sia che la si definisca normale, "matta" o in qualunque altro modo.
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"Io non credo negli psicologi.."
Di solito rispondo "E fa decisamente bene! Non siamo un credo, non bisogna avere fede in noi...". La psicologia è una scienza, si dice sia una scienza un po' diversa dalla chimica o dalla biologia, ma forse quello che davvero cambia non è solo il suo modo di fare scienza, bensì anche su chi fa scienza. Esatto, noi non studiamo una cosa, questa è la prima differenza: studiamo un chi. Usiamo comunque un po' di numeri ogni tanto, ma dove i numeri si scontrano con qualcosa che non sarebbero mai in grado di cogliere, dobbiamo subentrare con quanto di meglio abbiamo a disposizione. Questo lavoro costringe ad avere a che fare con la complessità, una complessità che si estende in molte direzioni: come si suol dire, nessun individuo è uguale a un altro.
Sono pronta a scommettere che sarebbero in pochi a voler essere definiti, soprattutto da uno psicologo, come la fotocopia di un preciso "profilo", come del tutto uguali a un'altra persona o come talmente quantificabili, da diventare prevedibili. Solo abbracciando la vera unicità della persona lo psicologo sarà in grado di lavorare per aiutarla a raggiungere i suoi nuovi obiettivi.
Sono pronta a scommettere che sarebbero in pochi a voler essere definiti, soprattutto da uno psicologo, come la fotocopia di un preciso "profilo", come del tutto uguali a un'altra persona o come talmente quantificabili, da diventare prevedibili. Solo abbracciando la vera unicità della persona lo psicologo sarà in grado di lavorare per aiutarla a raggiungere i suoi nuovi obiettivi.
"Ho un problema: vado dallo psicologo che me lo risolve"
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Avere questa convinzione è sicuramente un segno di grande fiducia nel nostro lavoro e in noi. E' piacevole sapere che le persone considerino utile lo psicologo e lo vedano come una soluzione. Tuttavia nasconde una premessa che andrebbe affrontata, e cioè che lo psicologo lavora sulle persone. In questo senso allora, dovrebbe lavorare nello stesso modo in cui un giardiniere estirpa le erbacce o in cui un idraulico effettua una riparazione: uno psicologo dovrebbe risolvere il problema.
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Ma lo psicologo non lavora sulle persone, perché non sono oggetti inanimati, non sono tutte uguali e non sono statiche. Lo psicologo lavora con le persone, che sono animate, diverse, dinamiche e complesse. Per questo, a volte, la soluzione che per qualcuno ha funzionato, può non avere lo stesso effetto positivo per qualcun altro. Di fronte a un'altra persona, bisogna trovare una soluzione altra, e questo si può fare solamente se si lavora insieme.
"Non mi serve lo psicologo, posso fare da me"
E' sicuramente lodevole che una persona si renda conto di un problema e che decida di fare più attenzione, magari di portare più pazienza, di ascoltare di più o di escogitare delle soluzioni autonomamente. Questo è segno di una buona disposizione a migliorare se stessi e la situazione problematica. Tuttavia bisogna sempre tenere in considerazione che certe dinamiche disfunzionali si consolidano e si reiterano nel tempo ad un livello profondo, in modo tale che pur risolvendone un aspetto, possono mostrare i propri effetti spiacevoli sotto altre forme. Problemi che sono maturati e assestati in anni di rapporto diventano sempre più radicati e difficili da eliminare. Quindi è consigliabile richiedere una consulenza per assicurarsi che le proprie soluzioni autonome siano effettivamente sufficienti per risolvere la situazione specifica. Una consulenza va vissuta con serenità: lo psicologo non farà altro che cercare di capire la questione e rispondere alle vostre domande, poi sarete sempre voi a decidere se intraprendere l'eventuale percorso che vi propone oppure no.
"Lo psicologo? Costa un sacco di soldi, questo lusso non me lo posso proprio permettere"
C'è chi può pensare che forse questo commento potevo tralasciarlo. In realtà è tra quelli che sento più di frequente, allo stesso modo in cui sento che c'è crisi, che si sono alzati i prezzi di qualsiasi cosa, che è sempre più difficile far quadrare i conti e vivere con serenità economica. Quindi, per amor di onestà intellettuale, lo includo e vi rispondo. Lo psicologo ha un costo, certamente; questo è il link al tariffario dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia, lo allego in modo che possiamo avere un'idea abbastanza chiara dell'aspetto dei costi. Come si può notare, il tariffario fornisce un minimo e un massimo per ogni tipo di prestazione professionale, poiché il costo effettivo è altamente variabile a seconda della situazione.
Andare dallo psicologo è un lusso? Forse c'è chi va dallo psicologo senza averne bisogno, ma il più delle volte invece serve. E quando serve, è difficile trovare la soluzione altrove. Possiamo quindi affermare che la figura dello psicologo, nell'ottica di quanto possa essere necessario, è equiparabile a quella degli specialisti appartenenti a tutti gli altri settori: servono, e non sono un lusso, quando si ha un problema specifico appartenente al loro ambito di competenza.
Tratterò quali sono i problemi che possono maggiormente giovare della competenza dello psicologo nella pagina Quando serve lo psicologo?
Tratterò quali sono i problemi che possono maggiormente giovare della competenza dello psicologo nella pagina Quando serve lo psicologo?
"Mi piacerebbe andare dallo psicologo, ma poi ho paura che la cosa vada avanti per anni"
Questo aspetto è direttamente collegato al precedente: una volta deciso che si vuole andare dallo psicologo, Il timore diventa "per quanto?". Per fortuna la risposta è a portata di mano! Infatti fa proprio parte del lavoro dello psicologo quello di sapervi dire, nel corso delle prime sedute, il percorso che ha in mente e la sua durata approssimativa, in modo che si possa prendere con calma una decisione ragionata, valutando bene le spese, il tempo e i benefici che l'intervento comporta.
"Gli psicofarmaci sono una soluzione più immediata e sicura"
Gli psicofarmaci sono di competenza del medico psichiatria. Il fatto che lo psicofarmaco provenga dalla realtà della medicina, spesso dà molta sicurezza e lo fa sembrare un metodo efficace, poco costoso e che non fa perdere tempo. Effettivamente gli psicofarmaci hanno una propria utilità: sono dell'idea che tutte le professioni vadano rispettate nelle proprie competenze e che ci debba essere una collaborazione positiva tra i diversi specialisti. Lo psicologo e lo psichiatra non si escludono a vicenda: lo psicofarmaco può essere utile per placare la sintomatologia, ma è necessario anche un percorso psicologico per andare a operare su ciò che ha causato il sintomo. Senza una simile collaborazione, in linea teorica, non si potrebbe mai smettere di prendere il farmaco, poiché altrimenti il sintomo semplicemente si riproporrebbe una volta sospeso il farmaco.
Psicologia e religione
Molto spesso le persone credenti che si trovano in un momento di difficoltà del loro matrimonio, del loro rapporto con i figli, con gli altri o con se stessi, si rivolgono soprattutto al contesto religioso di appartenenza e vi cercano un punto di riferimento, come il Parroco o il gruppo di preghiera. Vivere secondo il proprio credo, qualunque esso sia, è un'esigenza che accomuna molte persone, nonché una dimensione della vita di notevole importanza. Tuttavia, è bene ricordare che nessuno è attrezzato per fare il lavoro dello psicologo, se non è uno psicologo. La psicologia è una disciplina che richiede un percorso ben preciso per essere padroneggiata, è una professione riconosciuta a tutti i livelli della nostra società e non può essere sostituita se il problema in questione è di sua diretta competenza. La religiosità e il percorso psicologico non sono e non devono mai essere visti come antitetici: lo psicologo rispetterà sempre la vostra fede e le vostre convinzioni e si occuperà di ciò che gli compete, vale a dire di problemi personali, relazionali, cognitivi, psicologici e comportamentali.